Visualizzazione post con etichetta illustration. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta illustration. Mostra tutti i post

mercoledì 29 ottobre 2014

Jeanne d'Arc








Questa è stata la mia proposta per la mostra di Bologna (più due illustrazioni che mi servivano per completare la serie).

Non mi sono realmente interessato alla storia di Giovanna d'Arco fino alla mia vacanza in Normandia, a Rouen (il luogo in cui fu processata e uccisa) si poteva leggere la storia della triste fine della sua vita un po' ovunque, sono rimasto affascinato dalla figura di questa giovanissima eroina e non ho potuto fare a meno di disegnarla.

lunedì 27 ottobre 2014

Fata Turchina

Questa illustrazione era servita per una prova poi non andata a buon fine, per Pinocchio ovviamente.

Fino ad allora non avevo mai letto il libro di Collodi e devo dire che non è come me l'ero aspettato, quel malefico burattino l'avrei utilizzato come legna da ardere temo, fortunatamente io non sono Geppetto.

mercoledì 24 settembre 2014

Madre Sambuco

Queste immagini provengono da un mio progetto libro "Madre Sambuco" appunto. Si tratta di una fiaba di Andersen, una delle sue più dolci, ad ogni modo è certamente una delle mie preferite. Ci sono anziani e tisane, ed è già un motivo sufficiente per farmela piacere














In realtà hanno un sfondo bianchissimo, ma blogspot ha deciso di ingrigire tutto, bene
Problema risolto grazie alla gentile Krapula!




domenica 7 settembre 2014

Tre Stagioni

Un vecchio esercizio di stile che ho sempre dimenticato di mettere qui sul blog, sono più vecchi del post precedente, credo che siano i primi esperimento di matita+colore che abbia fatto




L'estate sarà sostituita da un video:


lunedì 14 aprile 2014

Ofelia

Un po' di tempo fa mi era venuta l'idea di ambientare l'Amleto nel mondo del tè, dopo aver abbandonato l'idea ho deciso di illustrare una scena che ha ispirato molti (e che non compare direttamente nel dramma), la morte della povera Ofelia. Olè.
Il disegno nato un po' di getto  e scansionato male uscì fuori così:

E così l'ho lasciato per mesi, l'ovale troppo irregolare della teiera non lo sopportavo, il soggetto mi angosciava e non avevo assolutamente voglia di rifarlo.
Ho deciso di riprenderlo quando ho cominciato a prendere un po' la mano con dei pennelli di photoshop fatti da me con una resa molto simile alla grafite (no smetterò mai di ringraziare il workshop di Paolo Domeniconi)




A questo punto ero soddisfatto della povera Ofelia ma volevo dare un taglio verticale all'immagine, così ho aggiunto dei rami di gelsomino (anche se poi ho usato come reference varie piante e al gelsomino assomiglia ben poco)




Infine, poiché l'ho sempre pensata colorata, ho aggiunto qualche colore










lunedì 20 gennaio 2014

Il Cuore Rivelatore


Il Cuore Rivelatore è uno fra i tanti racconti di Edgar Alla Poe che preferisco, non solo, è anche il primo in assoluto che abbia letto


Rileggendolo per l'ennesima volta ho avuto voglia di mettere su carta una delle immagini che mi aveva suggerito

Nel racconto non c'è nessun cuore sghignazzante bracciuto e gambuto, ma questa volta per me è stato  più divertente disegnare quel che le parole suggeriscono che quel che descrivono.

Berenice

Qualche giorno fa ho postato un disegno a tema Poe qui


Ne ho fatto un altro, stavolta ispirato da Berenice

In questo racconto c'è tutto quello che serve per inquietare, non manca niente, la sepoltura prematura c'è, il cugino pazzo c'è, la profanazione della tomba pure, direi che ci siamo.


I dentisti mi hanno sempre angosciato.


lunedì 4 novembre 2013

Tre Metamorfosi



Ho scoperto che mi piace usare le matite!
 Non lo ricordavo più, l'ho riscoperto da poco, a causa dei miei vecchi occhiali sbilenchi che mi rendevano insopportabile stare troppo al computer (poi in realtà ci sono parecchi interventi digitali, ma li ho fatti con gli occhiali nuovi, e ci tengo a far sapere che secondo mia sorella mi fanno somigliare ad Arisa).
Mi sono divertito a disegnare qualche metamorfosi (qualche... tre!), io da piccino amavo i miti greci, li amo ancora, ma da piccino avevano un valore diverso, sono stati le mie prime letture autonome, e fra tutti uno dei miei preferiti è il dolcissimo mito di Filemone e Bauci, due semplici vecchietti tanto cari agli Dei per la loro bontà d'animo, e niente, li amo e quindi gli ho dedicato un disegno, anzi due:




L'altro riguarda Dafne e Apollo





martedì 25 giugno 2013

tristezza a palate

"La sirenetta, vestita di seta e d'oro, reggeva lo strascico, ma le sue orecchie non sentivano quella musica gioiosa, i suoi occhi non vedevano quella sacra cerimonia: pensava alla sua morte e a tutto quel che avrebbe perso in questo mondo. La sera stessa gli sposi salirono a bordo della nave, i cannoni spararono, e le bandiere sventolarono; in mezzo alla nave era stata montata una tenda reale fatta d'oro e di porpora, con cuscini sofficissimi, su cui la coppia di sposi avrebbe dovuto dormire in quella quieta e fredda notte. Le vele sventolavano al vento, e la nave scivolava leggera, senza scossoni, sul mare trasparente."
Andersen, "la sirenetta"




lunedì 27 maggio 2013

danza, coltelli affilati, cose così

"A ogni passo le sembrava, come la strega le aveva detto, di camminare su punte taglienti e su coltelli affilati, ma sopportò tutto volentieri, e tenendo il principe per mano salì le scale leggera come una bolla d'aria e sia lui che gli altri ammirarono la sua armoniosa andatura. Ricevette costosi abiti di seta e di mussola, era la più bella del castello, ma era muta, non poteva né cantare né parlare. Graziose damigelle vestite d'oro e di seta avanzarono e cantarono davanti al principe e ai suoi genitori, una di loro cantò meglio delle altre e il principe batté le mani e le sorrise. In quel momento la sirenetta si rattristò; sapeva che avrebbe saputo cantare molto meglio, e pensò: «Dovrebbe proprio sapere che io, per stare vicino a lui, ho ceduto per sempre la mia voce!» Poi le damigelle danzarono balli meravigliosi su una musica dolcissima; allora anche la sirenetta tese le braccia bianche, si alzò sulla punta dei piedi e volteggiò, ballò come mai nessuno aveva fatto; a ogni movimento la sua bellezza era sempre più visibile e i suoi occhi parlavano al cuore meglio dei canti delle damigelle. Tutti rimasero incantati, soprattutto il principe, che la chiamò la sua trovatella, e lei continuò a danzare, anche se ogni volta che i piedi toccavano terra, era come toccassero coltelli affilati"
Andersen, "la sirenetta"

martedì 21 maggio 2013

"tira fuori la lingua così te la taglio"

Ti preparerò una bevanda, ma con questa devi nuotare fino alla terra, salire sulla spiaggia e berla prima che sorga il sole. Allora la tua coda si dividerà e si trasformerà in ciò che gli uomini chiamano gambe. Soffrirai come se una spada affilata ti trapassasse. Tutti quelli che ti vedranno, diranno che sei la più bella creatura umana mai vista! Conserverai la tua aggraziata andatura, nessuna ballerina sarà migliore di te, ma a ogni passo che farai, sarà come se camminassi su un coltello appuntito, e il tuo sangue scorrerà. Se vuoi soffrire tutto questo, ti aiuterò!» «Sì» esclamò la principessa con voce tremante, pensando al principe, e all'anima immortale. «Ma ricordati» aggiunse la strega «una volta che ti sarai trasformata in donna, non potrai mai più ritornare a essere una sirena! Non potrai più discendere nel mare dalle tue sorelle e al castello di tuo padre; e se non conquisterai l'amore del principe, cosicché lui dimentichi per te suo padre e sua madre, dipenda da te per ogni suo pensiero e chieda al prete di congiungere le vostre mani rendendovi marito e moglie, non avrai mai un'anima immortale! e se lui sposerà un'altra, il primo mattino dopo il matrimonio il tuo cuore si spezzerà e tu diventerai schiuma dell'acqua!» «Lo voglio ugualmente!» disse la sirenetta, che era pallida come una morta. «Però mi devi ricompensare!» aggiunse la strega «e non è poco quello che pretendo. Tu possiedi la voce più bella tra tutti gli abitanti del mare, e credi con quella di poterlo sedurre; ma la voce la devi dare a me. Io voglio ciò che tu di meglio possiedi per la mia preziosa bevanda! Devo versarci del sangue, affinché il filtro sia tagliente come una spada a due lame!» «Se mi prendi la voce» chiese la sirenetta «che cosa mi resta?» «La tua splendida persona, la tua armoniosa andatura e i tuoi occhi espressivi, con questo riuscirai certo a conquistare il cuore di un uomo. Allora! hai perso il coraggio? Tira fuori la lingua così te la taglio; è il pagamento per quella potente bevanda!» «Va bene!» 
Andersen, "la sirenetta"




venerdì 10 maggio 2013

Sirenetta 2.0

Al mattino il brutto tempo era passato; della nave non era rimasta traccia, il sole sorgeva rosso e risplendeva sull'acqua; fu come se le guance del principe riacquistassero colore, ma gli occhi rimasero chiusi. La sirena lo baciò sulla bella fronte alta e carezzò indietro i capelli bagnati; le sembrò che assomigliasse alla statua di marmo che aveva nel suo giardinetto, lo baciò di nuovo e desiderò con forza che continuasse a vivere.Poi vide davanti a sé la terra ferma, alte montagne azzurre sulla cui cima la bianca neve risplendeva come ci fossero stati candidi cigni; lungo la costa si stendevano bei boschi verdi e proprio lì davanti si trovava una chiesa o un convento, non sapeva bene, ma era un edificio. Aranci e limoni crescevano nel giardino e davanti all'ingresso si alzavano delle palme; il mare disegnava lì una piccola insenatura, calmissima ma molto profonda, fino alla scogliera dove c'era sabbia bianca e sottile. Lei nuotò là col suo bel principe, lo posò sulla sabbia e si preoccupò che la testa fosse sollevata e rivolta verso il caldo sole. Suonarono in quel momento le campane di quel grande edificio bianco, e molte ragazze comparvero nel giardino. Allora la sirenetta si ritirò nuotando, dietro alcune alte pietre che spuntavano dall'acqua, si mise della schiuma tra i capelli e sul petto affinché nessuno la vedesse e aspettò che qualcuno andasse dal povero principe.


mercoledì 24 aprile 2013

Andersen al curry

Ogni principessa aveva una piccola aiuola nel giardino, in cui poteva piantare i fiori che voleva; una di loro diede alla sua aiuola la forma di una balena; un'altra preferì che assomigliasse a una sirenetta; la più giovane la fece rotonda come il sole e vi mise solo fiori rossi come lui. Era una bambina strana, molto tranquilla e pensierosa; le altre sorelle decorarono le aiuole con le cose più bizzarre che avevano trovato tra le navi affondate, lei invece, oltre ai fiori rossi che assomigliavano al sole, volle avere solo una bella statua di marmo, raffigurante un giovane scolpito in una pietra bianca e trasparente, che era arrivata fin lì dopo qualche naufragio. Vicino alla statua piantò un salice piangente di color rossiccio, che crebbe splendidamente ripiegando i suoi freschi rami sul giovane fino a raggiungere il suolo di sabbia azzurra, dove l'ombra diventava viola e si muoveva come i rami stessi: sembrava così che i rami e le radici si baciassero con dolcezza.



in teoria si dovrebbe capire, io comunque lo scrivo. La mia versione della sirenetta è ambientata in India, il perché è presto detto, come ogni fiaba (non ne sono sicuro ma credo valga per tutte) non ha né luogo né tempo, e dovendo decidere dove ambientarla ho scelto l'India, con i suoi colori e il suo aroma speziato. 

venerdì 19 aprile 2013

In fondo al mar

"In mezzo al mare l'acqua è azzurra come i petali dei più bei fiordalisi e trasparente come il cristallo più puro; ma è molto profonda, così profonda che un'anfora non potrebbe raggiungere il fondo; bisognerebbe mettere molti campanili, uno sull'altro, per arrivare dal fondo fino alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare. Non si deve credere che ci sia solo sabbia bianca, no! Crescono alberi stranissimi, e piante con gli steli e i petali così sottili che si muovono al minimo movimento dell'acqua, come fossero esseri viventi. Tutti i pesci, grandi e piccoli, nuotano tra i rami, proprio come fanno gli uccelli nell'aria. Nel punto più profondo si trova il castello del re del mare. Le mura sono di corallo e le alte finestre a arco sono fatte con ambra chiarissima, il tetto è formato da conchiglie che si aprono e si chiudono secondo il movimento dell'acqua; sono proprio belle, perché contengono perle meravigliose; una sola di quelle basterebbe alla corona di una regina."




La bella fiaba di Andersen "la Sirenetta" è una di quelle che preferisco, è una lettura che non stanca mai, ogni volta che la rileggo ci colgo qualcosa di diverso, a seconda degli stati d'animo è una storia tristissima  dal finale amaro e senza speranza oppure una storia dura piena di dolcezza. Mi piace in ogni salsa, dal celebre film Disney al film giapponese del settacinque (molto fedele e che consiglio a tutti di vedere). Era ovvio che prima o poi avrei provato a dar vita alla mia versione, devo dire che più la rileggo e più tendo a vederla con una chiave di lettura positiva.
Alè! Presto le altre.

giovedì 14 febbraio 2013

l'uomo che piantava gli alberi

Ho partecipato a un simpatico concorso della Salani, questo.

Bisognava reinterpretare una copertina tra le dieci selezionate. Scegliere non è stato facile, quei libri li ho letti quasi tutti, ed è inutile dire che tutto quel che ho letto mi è piaciuto. Ho scelto "l'uomo che piantava gli alberi" perché è un racconto di una dolcezza  essenziale, senza orpelli, e in quel momento ci voleva, era perfetto da rileggere e quindi da disegnare. Il risultato è questo:


Se l'illustrazione fosse fatta bene si dovrebbe capire, nel dubbio lo dico: gli alberi dietro dovrebbero tramutarsi in nuvole e lui dovrebbe essere simile a un ghianda. Ora ditemi che si capiva.